Archivio mensile:maggio 2013

Yann Arthus-Bertrand. L’uomo che ama la Terra dal cielo

bertrand“Spesso vengo definito un guasta feste perchè faccio sentire in colpa le persone, ma non è mia intenzione, al contrario credo nell’uomo, nella sua capacità di inventare, di creare, di tentare l’impossibile. Nel mio lavoro cerco di mettere a fuoco un’emergenza per cui mobilitarci”.

Yann Arthus-Bertrand è un fotografo, giornalista e ambientalista, oltre ad essere un uomo affascinante. Francese, classe 1946.

Amo “La Terre vue du Ciel” un progetto nato nel 1994, con il patrocinio dell’UNESCO che gli ha permesso di sorvolare una serie di paesi con la sua equipe, scattando più di 300.000 fotografie e creando una raccolta che è in continuo aggiornamento.

Da questo suo notevole ed importante lavoro sono nate molte cose:
un volume dall’omonimo titolo che è diventato il libro di fotografie più venduto al mondo, pubblicato in Italia da Mondadori, tradotto in 20 lingue: è un ritratto aereo del nostro pianeta.
laterravista

Una mostra fotografica internazionale che ha toccato 34 paesi di 4 continenti, nel 2004 finalmente approdò per la prima volta anche in Italia a Milano e nel 2006 a Palermo.
Si tratta di una mostra allestita sempre in esterno e in prestigiosi spazi, aperta gratuitamente al pubblico, 24 ore su 24, illuminata di notte e che ha attirato più di 40 milioni di visitatori nel mondo.

Lo scopo di Bertrand è di informare e sensibilizzare le persone, attraverso le sue spettacolari ed emozionanti immagini accompagnate da testi di grande impatto con un forte contenuto sociale, sul preoccupante stato del nostro pianeta e su problematiche connesse all’ambiente, alla società e all’economia per uno sviluppo sostenibile.
Attraverso le sue fotografie aeree Bertrand ci mostra i differenti aspetti del nostro pianeta: dai disastri ambientali causati da uno sfruttamento eccessivo delle risorse naturali agli interventi operati dall’uomo, dalle impressionanti creazioni architettoniche ai suggestivi scenari naturali, ai ritratti delle occupazioni quotidiane delle persone.

Infine ne è stato fatto anche un programma televisivo, andato in onda più volte su RAI 5, uno tra i più belli che abbia mai visto.
Una serie documentaria interamente dedicata all’esplorazione del nostro pianeta, girato con commoventi e spettacolari riprese aeree, in cui in ogni puntata affrontava le grandi tematiche che riguardano l’uomo e l’ambiente, presentando uomini e donne che hanno dedicato e tuttora dedicano la loro vita alla difesa e alla salvaguardia dell’ambiente.
Singoli individui che lottano ogni giorno, da anni e anni ormai, contro governi, istituzioni, sfruttamenti, che subiscono minacce, che rischiano la loro stessa vita per questa causa. Persone uniche e speciali dalle quali possiamo solo prendere esempio.
E delle quali vi parlerà nel prossimo post! Stay tuned!

Yann Arthus-Bertrand per conoscerlo meglio, sapere chi è e cosa fa clicca qui

“FOROBA YELEN” un lampione collettivo per il Mali

ferroniDurante il FuoriSalone 2013 a Milano, sono capitata per caso in una vecchia carrozzeria di Via Montevideo, in mezzo alla noia di eventi di finto design e cose poco interessanti ho assistito alla conferenza di Matteo Ferroni, un architetto e designer italiano, che parlava di un suo progetto di design in Africa dal nome FOROBA YELEN per l’illuminazione collettiva per le comunità rurali del Mali, più precisamente nella comunità rurale di Cinzana.

La particolarità di questo progetto è che il designer-architetto si è calato nella realtà locale, e studiandone per 3 anni le dinamiche sociali ha progettato una lampada per le esigenze degli abitanti della zona, ma soprattutto che fosse possibile costruire riutilizzando pezzi di bicicletta assemblati in modo da sfruttare le conoscenze, gli strumenti e la manodopera locale.
Infatti l’obbiettivo è di insegnare poi a queste persone come costruirsela da sola questa lampada, di essere in grado ed autonomi nel produrla.
foroba yelen

Il progetto sembra essere stato ben accolto dalle comunità (circa 60) in cui lo stanno distribuendo, visto che è eco compatibile con la cultura del posto, e studiato per adattarsi ai loro usi, per avere una certa distanza da terra poichè dotato di un’asta regolabile, perchè nelle loro usanze lavorano e giocano molto per terra, è facile e leggera da trasportare cosicchè anche un bambino la possa portare in giro grazie alla ruota di bicicletta.
La lampada utilizza una batteria tipo quella dei motorini molto diffuse in Africa e si ricarica presso dei punti pubblici alimentati ad energia solare.
Questa lampione migliora pertanto il livello di vita economica, ma anche sociale dei villaggi, dato che permette l’aggregazione attorno a spazi illuminati da condividere.

I bambini lo prendono quindi come un gioco per divertirsi e guadagnare qualcosina: questi lampioni si possono spostare e quindi portare in giro ed essere affittati da altre comunità. Si riuniscono tutti intorno alla luce, proprio come fosse un albero, studiano, leggono e lavorano, fanno pratiche rituali anche di sera invece di usare le lampade a petrolio o le torce “made-in-China”.

Afferma Ferroni: “Questa luce è l’equivalente dell’ombra degli alberi durante il giorno“.

Due dati per rendersi conto dello squilibrio del consumo di elettricità nel mondo: ad oggi 20 Paesi consumano l’80% dell’energia mondiale: Cina e Usa, da soli, raggiungono il 40%.
Circa 1,3 miliardo di persone, il 20% della popolazione mondiale, vivono senza elettricità: in India il 57% della popolazione non ha la luce. Oltre l’80% vive nell’Africa sub-sahariana e nel Sud .

Ecco i riferimenti se volete approfondire l’argomento:
Sito web: www.eland.org
Twitter: @MatteoxFerroni
Facebook: www.facebook.com/studiomatteoferroni

Questo video spiega come si costruisce, lo stupore, la meraviglia, i canti di gioia dei bambini nel vedere la luce del lampione. E’ commovente!

Sempre per restare in tema, tra pochi giorni in Giappone O si terrà ci sarà la 5° Conferenza Internazionale di Tokyo sullo Sviluppo in Africa (TICAD V) a Yokoama dall’1 al 3 Giugno 2013.
Panasonic presenterà un prototipo della sua nuova una lanterna solare creata per migliorare la vita di quelle popolazioni che non sono raggiunte dalla rete elettrica.
E’ dotata di una batteria ricaricabile capace di immagazzinare l’energia solare durante il giorno, e fornire luce di notte e può essere utilizzata anche per ricaricare piccoli dispositivi portatili, come i telefoni cellulari.
Maggiori informazioni cliccando qui

Piove governo ladro!

terraOrmai da settimane, da mesi è un continuo lamentarsi, sbraitare, imprecare contro il tempo.
Chi non  ha detto in questi mesi almeno una volta frasi del tipo “che tempo schifoso”, “bentornato inverno”, “basta non se ne può più”, “aprile e maggio così mai visti” etc etc.
Dai social network, ai blog, ai giornali, chiunque scrive qualsiasi cosa e stupore per questo maltempo, per questa primavera che non arriva.

Ma ci si è mai fermati un momento a chiedersi il perchè? Come mai accade ciò? C’è un colpevole? Di chi è la colpa? Purtroppo la risposta cè, è davanti ai nostri occhi: siamo noi, l’umanità, ogni singolo individuo che popola questo pianeta!

Si sentono spesso frasi tipo “diminuire l’anidride carbonica per evitare l’effetto serra e l’allargamento del buco dell’ozono”, i danni del “surriscaldamento globale”, “lo scioglimento dei ghiacciai”.
Ma sappiamo davvero cosa sono? Perchè ci sono? Cosa li provoca?

Forse è proprio colpa del governo, o dei governi che sono miopi al cambiamento climatico e non adottano misure per contrastarlo, quando invece onlus, associazioni, singoli individui, ambientalisti, studiosi, ricercatori combattono ogni giorno per cercare di informare, di fare qualcosa per far conoscere al mondo intero queste problematiche, basterebbe solo informarsi, leggere, documentarsi un minimo.
Le teorie sono tante, discutibili, ma gli effetti sono davanti ai nostri occhi, sono la realtà in cui viviamo.

La colpa è solo nostra, è dell’uomo, degli sprechi e dei consumi eccessivi che compie ogni giorno nella sua vita. Forse l’uomo ha davvero chiesto troppo alla Terra.

Un esempio recente: a Mosca, dopo un inverno durissimo, con nevicate record, nel mese di maggio la capitale ha avuto un caldo record 28,7 gradi, un caldo decisamente anomalo, mai così nell’ultimo secolo.

In Italia questa Primavera 2013 sarà ricordata come tra le più piovose degli ultimi decenni, mai avuto un maggio così freddo con temperature quasi invernali, tempeste di pioggia e vento anche nel resto d’Europa.
Sempre per quanto riguarda il nostro paese, ad esempio, causa maltempo e troppa neve, caduta abbondantemente su tutte le vette alpine di Lombardia, Trentino e Alto Adige, al 24 di maggio, salta la 19a tappa da Ponte di Legno per il Giro d’Italia di ciclismo.

Un altro esempio che fa riflettere è l’Irlanda, la verde Irlanda, dove piove spesso e tira forte vento, coi suoi infiniti e sterminati prati di erba verdissima colorati solo dal bianco delle pecore che brucano: molti contadini che vivono di questo si lamentano che da un po di anni anche le piogge sono drasticamente diminuite, e lo si nota davvero girando per la campagne e i dintorni irlandesi.

Secondo il rapporto dell’ambientalista norvegese Jorgen Randers della BI Norwegian Business School di Oslo, autore del libro “2052: Scenari globali per i prossimi 40 anni”, la temperatura media del pianeta salirà di due gradi entro il 2052 provocando un surriscaldamento precoce e inarrestabile che porterà solo danni al nostro pianeta.

Ma cosa possiamo fare? Semplicemente proteggere il nostro ambiente come faremmo con la nostra casa: evitare di sporcarlo (inquinare atmosfera, acqua e suolo), evitare gli sprechi (acqua, luce, carta, cibo), riciclare rifiuti e materie prime, utilizzare energie rinnovabili, praticare consumi ecosostenibili, sostenere enti e istituzioni che adottano politiche ambientali. Crederci.