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Smacchiatore ecologico

acqua ossigenataRicordo che da piccoli mia mamma aveva un libricino con tutti i rimedi naturali per togliere le macchie, e c’era un prodotto per ogni tipo di macchia. Beh ora c’è internet e con un po di ricerche si può ottenere qualche informazione a tal proposito. Ad esempio lo sapevate che per togliere le macchie di sangue è molto efficace l’acqua ossigenata? L’acqua ossigenata penetra in profondità e fa reazione col sangue sciogliendolo… senza inquinare o lasciare residui… provare per credere. Assolutamente da evitare l’acqua calda, che, anzichè sciogliere il sangue lo fisserebbe al tessuto… meglio sciacquare con acqua fredda o passarci addirittura sopra del ghiaccio.

Bottiglia e vasetto binomio perfetto, per tutto il resto cambia cassonetto

coreveDa qualche giorno in tv si vede la campagna pubblicitaria per una corretta raccolta differenziata del vetro. Era ora, direi. Troppo spesso nei bidoni della raccolta differenziata dei condomini ho visto assieme al vetro anche ceramica, per non parlare di lampadine ecc…
Chissà per quale assonanza l’italiano butta el cassonetto del vetro anche la ceramica… eppure c’è scritto vetro, non oggetti fragili, o altro… o forse è la dicitura “barattoli” spesso usata dai comuni a trarre in inganno… meglio quindi usare la parola barattoli.

La campagna è promossa da CoReVe, il consorzio per il recupero del vetro, e andando sul loro sito scopro cose che in realtà ignoravo che non devono essere buttate nel contenitore del vetro:

Bicchieri in vetro (!)
Oggetti di cristallo (bicchieri, lampadari, centrotavola)
Contenitori in vetroceramica tipo pirex
Specchi
Vetri delle finestre, finestrini di automobili

vetro nel cassonetto

Per chi volesse approfondire l’argomento la pagina ufficiale è qui:
https://www.coreve.it/showPage.php?template=news&id=41

Qualche buon motivo per non comprare jeans (o acquistarne di usati)

jeansLo sapevate che i pantaloni jeans inquinano l’ambiente probabilmente più di ogni altro capo di abbigliamento? Beh non proprio loro, ma il processo produttivo dei jeans.

Il “bello” dei jeans, che nascono in america come abbigliamento da lavoro, è che sono resistenti e che il fatto che siano un po sdruciti e allo stesso tempo fatti di cotone denim, molto resistente ci consente di usarli in un abbigliamento casual e di sederci ovunque senza pensare ad eventuali macchie o pieghe difficili da lavare o stirare.

La moda ha però calvalcato l’onda, proponendo jeans gia strappati, scoloriti, stropicciati. Beh sappiate che per ottenere questi effetti, si parte dal tessuto omogeneo e poi si vanno ad applicare processi meccanici e chimici molto aggressivi. Molti di questi processi sono vietati o sottoposti a restrizioni nei paesi occidentali proprio perchè fortemente inquinanti o dannosi per chi lavora nelle fabbriche, prima su tutte la “sabbiatura”. Ecco che nasce il problema, negli ultimi anni molte delle aziende produttrici delocalizzano in paesi come Cina, Messico e altri Paesi in via di Sviluppo, dove, oltre ad avere un costo della manodopera molto basso, non ci sono vincoli anti inquinamento o protezioni per i lavoratori. In questo modo si distrugge la salute di metà dell’ambiente naturale e della popolazione del pianeta. Inoltre questi processi chimici utilizzano grandi quantità di acqua e, quando non la inquinano del tutto, vanno a limitare le risosre idriche delle pololazioni e dell’agricoltura locale.

Quindi, se proprio ci piacciono quei jeans con effetto strappato, usato e sdrucito … perchè non comprari veramente usati? Salveremo l’ambiente sia dallo smaltimento di un vecchio jeans, sia dalla produzione di uno nuovo e saremo più consapevoli delle condizioni lavorative di altre persone.

Per ulteriori info provate a googlare “sabbiatura jeans”.

FONTI: Greenpeace | Rai5 | Le Iene |

La Giornata Mondiale della Terra 2016

Earth day logoLa Giornata Mondiale della Terra venne istituita 43 anni fa, il 22 aprile del 1970.
Oggi all’Onu i leader di 165 paesi firmeranno l’accordo Cop21 contro il riscaldamento globale.
Il 2015 è stato confermato l’anno più caldo mai registrato e i primi tre mesi del 2016 sono stati caratterizzati da temperature record.
Pensiamoci….

Elogio dei capi di qualità

magliette-tshirt-colorateTutto il processo produttivo di un capo di abbigliamento, dai pesticidi e acqua usati nei campi di cotone fino alle emissioni di CO2 per la produzione di cuoio e chiusure lampo, ha un impatto negativo sull’ambiente.
Cosa fare?
Comprare capi di qualità, che durano più a lungo, e donare i nostri vestiti a persone bisognose o ad amici o parenti che ne hanno bisogno (soprattuto i vestiti dei bambini che sono usati per un periodo limitato di tempo) invece di buttarli quando ci hanno stancato.
Io lo faccio da sempre. pensateci.

Per approfondimenti: Global Green Growth – Copenaghen 2014

Olio di Palma: dove finiremo?

oliodipalmaIeri sera ho visto Report su Rai 3, ennesima puntata inchiesta super interessante su più tematiche, quella che mi ha colpito di più riguarda proprio questo abuso enorme dell’olio di palma.

Visita il sito di Report

E’ nel 50% dei prodotti industriali, anche nel latte artificiale per bambini, nei biscotti, barrette, crackers, merendine.

Da qualche anno è al centro del dibattito sulla sostenibilità che le grandi aziende dell’agroalimentare stanno intraprendendo.
Ma quanto è credibile la certificazione di sostenibilità?

1) è un grasso saturo
2) Indonesia e Malaysia stanno disboscando a più non posso
3) I coltivatori sono sottopagati, 8 centesimi a palma!
4) le aziende pagano il consorzio che dovrebbe controllare
5) i poveri Oranghi muoiono.

Dati Coldiretti: nel 2014 solo in Italia sono stati acquistati 1,7 miliardi di chili di olio di palma.

E l’Expo 2015 di Milano ne parlerà?

Uno dei tantissimi blog che parla di questo tema con delle interessanti figure esemplificative
è questo

Vi segnalo inoltre questa interessante petizione on line

CHE FARE DUNQUE?
Nel nostro piccolo quando compriamo spendiamo quei 2, 3 minuti in più, ma leggiamo queste benedette etichette!!
Ormai, per fortuna, le multinazionali sono obbligate a scrivere tutti gli ingredienti sui prodotti!

Possiamo scegliere!

Informiamoci e facciamolo però, ogni giorno, tutti i giorni prima di comprare LEGGI!

Compostaggio domestico parte 2: il bio-filtro

compostAvete realizzato il vostro compost domestico seguendo le istruzioni sul nostro post su come fare compostaggio domestico con un normale vaso di argilla o terracotta e siete soddisfatti del risultato ma … in primavera e autunno il vaso si riempie di moscerini della frutta. Innoqui ma fastidiosi, come fare?
Coprire il vaso del compost con un normale coperchio non si può, verrebbe meno l’aereazione, fondamentale per il processo di compostaggio, quindi come si fa? In molti consigliano di mettere del componente secco a copertura dei residui di frutta (sono quelli che fermentando attirano i moscerini) ma questo significherebbe avere a disposizione sempre dell’erba secca o della paglia, ma se stiamo facendo del compost su un terrazzo o balcone è raro che noi ne abbiamo.

Una soluzione ci sarebbe: costruirsi un bio-filtro, ovvero un coperchio che filtra l’aria evitando di attirare i moscerini e filtrando gli odori. Si procede in questo modo: procuratevi un sottovaso che possa fare da coperchio, tagliate il fondo, e applicateci una rete metallica e poi una rete piu fine tipo una zanzariera. fate uno strato di legnetti e cartone, uno di compost grossolano e un ultimo strato di compost fine. ricoprite con un altra rete/ zanzariera incollando i bordi. Praticamente il contenuto non deve uscire dal sandwich delle due reti e il bordo deve aderire come un coperchio al vaso. Tale bio filtro deve essere sempre umido.

Praticamente avrete creato un coperchio che, essendo fatto di compost maturo, ospita i batteri buoni del compostaggio
- fa passare l’aria
- non fa passare i moscerini
- elimina gli odori che attirano i moscerini e possono infastidire (i batteri mangiano le particelle che si liberano nell’aria

Attenzione a mantenerlo sempre umido per non far morire i batteri!